SPF, DKIM e DMARC: guida semplice per la posta aziendale
SPF dice quali server possono inviare posta per il tuo dominio, DKIM firma ogni messaggio e DMARC verifica che almeno uno dei due sia valido e coerente con il mittente visibile, indicando cosa fare in caso contrario. Gmail e Yahoo li richiedono dal 2024 a chi invia grandi volumi, Outlook.com dal maggio 2025; per tutti gli altri sono la base per non finire nello spam e rendere più difficile usare il tuo dominio in email false. Si configurano in poche ore, ma DMARC va portato a p=reject per gradi, leggendo i report.
Redazione tecnica lubemy · Pubblicata il 14 ottobre 2026
Cosa fanno SPF, DKIM e DMARC
Tutti e tre sono record TXT nel DNS del dominio: non si installano sui computer né nei programmi di posta. Li legge il server che riceve il messaggio, per decidere quanto fidarsi del mittente.
| Record | Domanda a cui risponde | Dove si pubblica |
|---|---|---|
| SPF | Questo server può inviare posta per il dominio del mittente tecnico (Return-Path)? | TXT su tuodominio.it |
| DKIM | Il messaggio è firmato dal dominio e non è stato alterato? | TXT su selettore._domainkey.tuodominio.it |
| DMARC | SPF o DKIM sono validi per il dominio che il destinatario vede nel campo Da? E se no, cosa faccio? | TXT su _dmarc.tuodominio.it |
In breve: SPF è l'elenco dei corrieri autorizzati, DKIM il sigillo sulla busta, DMARC l'istruzione all'ufficio postale del destinatario su cosa fare quando mancano entrambi, con un resoconto periodico.
SPF: l'elenco dei server autorizzati
Esempio per una PMI con le caselle su Google Workspace, il server del sito che invia i moduli di contatto e una piattaforma esterna per la newsletter:
tuodominio.it. TXT "v=spf1 include:_spf.google.com ip4:203.0.113.10 include:spf.newsletter.example ~all"- v=spf1 apre il record e deve essere il primo elemento.
- include: delega l'elenco a un altro dominio. Google Workspace chiede include:_spf.google.com, Microsoft 365 include:spf.protection.outlook.com; quasi ogni servizio di invio ha il suo.
- ip4: e ip6: autorizzano indirizzi precisi, come il server del sito.
- La chiusura vale per tutto il resto: -all significa «non autorizzato», ~all «probabilmente non autorizzato». ?all e +all non proteggono il dominio.
SPF ha due limiti: controlla il mittente tecnico, non l'indirizzo nel campo Da, e si rompe con l'inoltro automatico, perché il server che inoltra non è nel tuo elenco.
~all o -all? I grandi provider non sono d'accordo
DKIM: la firma digitale del messaggio
Il server di invio firma ogni messaggio con una chiave privata. Chi riceve legge nella firma il dominio (d=) e il selettore (s=), recupera la chiave pubblica dal DNS e verifica che il messaggio non sia stato alterato:
selettore1._domainkey.tuodominio.it. TXT "v=DKIM1; k=rsa; p=MIIBIjANBgkqhkiG9w0BAQEFAAOCAQ8AMIIBCgKCAQEA..."- La chiave la genera il servizio che invia (posta, newsletter, gestionale): tu copi il record nel DNS. Ogni servizio ha il suo selettore, quindi più chiavi convivono sullo stesso dominio.
- Gmail richiede chiavi di almeno 1024 bit e consiglia 2048. Una chiave a 2048 bit supera i 255 caratteri di una singola stringa TXT: se il pannello DNS la rifiuta, dividila in più stringhe tra virgolette nello stesso record; chi verifica le riunisce.
- DKIM di solito sopravvive all'inoltro, ma si rompe se il contenuto viene modificato, come fanno le mailing list che aggiungono un piè di pagina.
DMARC e allineamento: il pezzo che di solito manca
Un truffatore può inviare da un suo server con SPF valido per il suo dominio e scrivere il tuo nel campo Da. DMARC chiude il buco: il messaggio passa solo se SPF o DKIM sono validi e allineati, cioè riferiti al dominio del campo Da. In modalità relaxed, la predefinita, basta lo stesso dominio organizzativo: news.tuodominio.it è allineato con tuodominio.it.
Qui sbagliano molte configurazioni. Una piattaforma newsletter con il Return-Path sul proprio dominio supera SPF, ma per il suo dominio: SPF passa e DMARC fallisce. Si risolve attivando sul servizio la firma DKIM con il tuo dominio, o un Return-Path su un tuo sottodominio. Il primo record DMARC è di solo monitoraggio:
_dmarc.tuodominio.it. TXT "v=DMARC1; p=none; rua=mailto:dmarc-report@tuodominio.it"- p= è la politica: none (solo monitoraggio), quarantine (di solito nello spam), reject (rifiuto).
- rua= è l'indirizzo dei report aggregati: file XML periodici, di solito giornalieri, con chi ha inviato a nome del dominio, da quali IP e con quale esito. Senza rua non ricevi report. Usa una casella dedicata o un servizio di analisi.
- sp= imposta la politica dei sottodomini; adkim= e aspf= scelgono allineamento relaxed (r, predefinito) o strict (s).
pct o t=y? Lo standard è appena cambiato
Gli errori più comuni
- Due record SPF sullo stesso dominio, di solito perché chi configura la newsletter ne aggiunge uno invece di modificare quello esistente. Per l'RFC 7208 il risultato è permerror, errore permanente: serve un solo record con tutti gli include.
- Più di 10 lookup DNS. include, a, mx, ptr, exists e redirect valgono una ricerca ciascuno, e gli include annidati sommano le proprie; ip4, ip6 e all non contano. Oltre 10 è di nuovo permerror. Rimedi: togliere i servizi dismessi, spostare gli invii massivi su un sottodominio, usare ip4/ip6 solo per fornitori con IP stabili e documentati.
- Il meccanismo ptr, che l'RFC 7208 chiede di non pubblicare, ed errori di sintassi come un punto dopo il dominio o include= al posto di include:.
- Servizi esterni dimenticati: gestionale che invia le fatture di cortesia, e-commerce, CRM, helpdesk. Ognuno va nell'SPF o, meglio, firma con DKIM sul tuo dominio.
- Moduli del sito che scrivono a nome del visitatore. Se il modulo mette nel campo Da l'indirizzo Gmail di chi compila, il messaggio fallisce DMARC, e Google chiede di non usare intestazioni From di Gmail. Usa un indirizzo del tuo dominio come mittente e quello del visitatore nel Rispondi a.
- Passare subito a p=reject, perdendo posta legittima che nessuno aveva censito.
- Domini parcheggiati senza record: Microsoft suggerisce v=spf1 -all; con un DMARC a p=reject diventano poco utili per email false.
Il percorso graduale: da p=none a p=reject
L'RFC 9989 indica di restare almeno un mese su p=none e poi un periodo altrettanto lungo su p=quarantine prima di p=reject, confrontando i report. È un minimo: con molti servizi esterni o invii stagionali serve più tempo.
- Prepara: un solo record SPF sotto i 10 lookup e DKIM su ogni servizio. Google suggerisce di attendere 48 ore dopo SPF e DKIM prima di pubblicare DMARC.
- Monitora con p=none per almeno quattro settimane e fai l'elenco delle fonti legittime. Ogni IP sconosciuto è un servizio dimenticato o qualcuno che usa il tuo dominio.
- Correggi DKIM o allineamento per ogni fonte legittima che fallisce.
- Passa a p=quarantine e continua a leggere i report e le segnalazioni di colleghi e clienti.
- Arriva a p=reject: i server che applicano DMARC rifiutano i messaggi non autenticati con il tuo dominio nel campo Da.
- Mantieni: ogni nuovo servizio di invio si configura prima di attivarlo, non dopo i primi rimbalzi.
Inoltri e mailing list
Cosa chiedono Gmail, Yahoo e Outlook.com
I requisiti di Gmail valgono per la posta verso gli account personali (@gmail.com e @googlemail.com), non verso le caselle su Google Workspace. Il quadro secondo le pagine ufficiali, verificato a ottobre 2026:
| Gmail | Yahoo Mail | Outlook.com, Hotmail, Live | |
|---|---|---|---|
| Da quando | 1 febbraio 2024; da novembre 2025 applicazione più severa, con rifiuti temporanei e permanenti | Febbraio 2024, con applicazione graduale | 5 maggio 2025; i messaggi non conformi vengono respinti con errore 550 5.7.515 |
| Mittente massivo | Oltre 5.000 messaggi al giorno verso account Gmail personali | Nessuna soglia numerica pubblicata | Domini che inviano oltre 5.000 messaggi al giorno |
| Tutti i mittenti | SPF o DKIM, DNS diretto e inverso (PTR) validi, TLS, tasso di spam sotto lo 0,3% | SPF o DKIM, DNS diretto e inverso validi, tasso di spam sotto lo 0,3% | Nessun requisito specifico pubblicato |
| Mittenti massivi | SPF e DKIM, DMARC almeno p=none, allineamento, disiscrizione con un clic | SPF e DKIM, DMARC almeno p=none, allineamento (relaxed ammesso), disiscrizione con un clic gestita entro 2 giorni | SPF e DKIM validi, DMARC almeno p=none allineato a SPF o DKIM |
Per le agenzie contano due dettagli. Gmail somma dominio principale e sottodomini, e chi supera la soglia anche una sola volta resta mittente massivo senza scadenza. E la soglia riguarda il volume, non la dimensione dell'azienda: basta una campagna verso più di 5.000 indirizzi Gmail. Google indica come obiettivo un tasso di spam sotto lo 0,1%.
Anche sotto la soglia conviene
Come verificare che tutto funzioni
# SPF: deve comparire una sola riga che inizia con v=spf1
dig +short TXT tuodominio.it
# DMARC
dig +short TXT _dmarc.tuodominio.it
# DKIM: il selettore è nel pannello del servizio o nella firma (s=)
dig +short TXT selettore1._domainkey.tuodominio.it
# Windows
nslookup -type=TXT _dmarc.tuodominio.it- Invia un messaggio a una casella Gmail e scegli Altro > Mostra originale: nell'intestazione Authentication-Results cerca spf=pass, dkim=pass e dmarc=pass.
- Ripeti il test da ogni servizio che invia a nome del dominio: sito, newsletter, gestionale, e-commerce.
- Controlla che la firma DKIM valida sia del tuo dominio (header.i=@tuodominio.it), non solo della piattaforma.
- Verifica il dominio su Google Postmaster Tools per seguire tasso di spam, autenticazione ed errori di consegna verso Gmail.
- Leggi i report DMARC ogni settimana durante il monitoraggio, poi almeno una volta al mese.
- Tieni un documento condiviso con i servizi che inviano per il dominio e i loro selettori DKIM.
Se gestisci la posta di molti domini di clienti e preferisci che i record DNS li controlliamo noi mentre configuri i servizi, il supporto di lubemy può farlo insieme a te.
Fonti ufficiali
- Google: Email sender guidelines
- Google: Email sender guidelines FAQ
- Google Workspace: Set up SPF
- Google Workspace: Set up DMARC
- Google: Postmaster Tools
- Gmail Help: Trace an email with its full headers
- Yahoo Sender Hub: Sender Best Practices
- Microsoft: Outlook's new requirements for high-volume senders
- Microsoft Learn: Set up SPF for your Microsoft 365 domain
- RFC 7208: Sender Policy Framework (SPF)
- RFC 6376: DomainKeys Identified Mail (DKIM) Signatures
- RFC 7489: DMARC (obsoleted by RFC 9989)
- RFC 9989: DMARC
- RFC 8058: One-Click Unsubscribe