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Requisiti dominio .it: chi può registrarlo e con quali dati

Un dominio .it può essere registrato solo da chi ha cittadinanza, residenza o sede nell'Unione europea, nello Spazio Economico Europeo, in Svizzera, a San Marino, in Vaticano o nel Regno Unito; le persone fisiche devono essere maggiorenni. Il Regno Unito è ammesso in modo esplicito dalla versione 8.0 del Regolamento (2022). Una società con sede solo negli Stati Uniti non può esserne intestataria.

Redazione tecnica lubemy · Pubblicata il 14 ottobre 2026

Il .it è gestito dal Registro .it, che opera presso l'Istituto di Informatica e Telematica del CNR a Pisa. Le regole stanno in due documenti: il Regolamento di assegnazione e gestione dei nomi a dominio (versione 8.0 del 30 maggio 2022) e le Linee Guida tecniche, che ne sono parte integrante (versione 3.3 del 15 luglio 2026). Il Registro non vende domini al pubblico: ogni registrazione passa da un registrar accreditato, che raccoglie dati e dichiarazioni dell'intestatario.

Questa guida riassume cosa chiedono quei documenti, con i casi che in agenzia capitano più spesso. Le regole possono cambiare: il testo riflette le versioni in vigore al 14 ottobre 2026.

Chi può registrare un dominio .it

Il Regolamento (art. 1.2.3, punto 6) ammette soltanto soggetti con cittadinanza, residenza o sede in uno di questi paesi:

  • gli Stati membri dell'Unione europea;
  • Islanda, Liechtenstein e Norvegia, che con l'UE formano lo Spazio Economico Europeo (SEE);
  • Svizzera, Repubblica di San Marino e Stato del Vaticano;
  • Regno Unito.

Per le persone fisiche basta uno dei due requisiti, cittadinanza oppure residenza. Le Linee Guida lo traducono in un controllo preciso: nel contatto dell'intestatario i campi «Nazione» (residenza) e «Nazionalità» (cittadinanza) possono essere diversi, ma almeno uno deve indicare un paese ammesso. Per società, enti e associazioni conta invece la sede, e i due campi devono coincidere.

Le persone fisiche devono essere maggiorenni: il sistema del Registro rifiuta un intestatario minorenne. Non c'è invece un limite al numero di domini .it che lo stesso soggetto può registrare.

Regno Unito dopo la Brexit: sì, è ammesso

Molte pagine di registrar si contraddicono, quindi ecco i documenti. Il 22 dicembre 2020 il Registro ha comunicato che, in attesa di valutare l'accordo tra UE e Regno Unito, i soggetti britannici potevano continuare a registrare .it come prima. La versione 8.0 del Regolamento (30 maggio 2022) ha poi aggiunto il Regno Unito all'elenco dei paesi ammessi, e le Linee Guida 3.3 lo ripetono sia nelle dichiarazioni sia nei controlli automatici. Chi sostiene il contrario si basa di solito sulla versione 7.1 del 2014, scritta quando il Regno Unito era ancora nell'UE e quindi non compariva per nome.

Persone fisiche, imprese individuali e società

Il registrar deve indicare la categoria giuridica dell'intestatario, chiamata EntityType. Da questa dipendono l'identificativo fiscale richiesto, il contatto amministrativo e le regole sulla pubblicazione dei dati.

Categoria (EntityType)Chi rientraIdentificativo richiesto (RegCode)
1 – Persone fisichePrivati italiani e stranieri con cittadinanza o residenza in un paese ammessoCodice fiscale italiano per cittadini italiani e residenti in Italia; per gli altri il codice fiscale o l'equivalente del paese di residenza
2 – SocietàSrl, Spa, Snc, Sas e altre società italianePartita IVA (11 cifre) o codice fiscale numerico
3 – Imprese individuali e liberi professionistiDitte individuali, professionisti, ordini professionaliPartita IVA o codice fiscale numerico
4, 5, 6 – Enti no-profit, enti pubblici, altri soggettiAssociazioni, fondazioni, pubbliche amministrazioni e altriPartita IVA o codice fiscale numerico
7 – Soggetti stranieri diversi dalle persone fisicheSocietà ed enti con sede in un paese ammesso diverso dall'ItaliaIdentificativo fiscale nel formato previsto per quel paese (Appendice N delle Linee Guida): per la maggior parte dei paesi è la partita IVA con prefisso, per esempio DE, FR o GB

Due regole sfuggono spesso. Per una persona fisica, intestatario e contatto amministrativo devono coincidere. E con la versione 3.3 delle Linee Guida il Registro ribadisce che il contatto amministrativo deve appartenere al soggetto intestatario. Per un'agenzia significa che il dominio del cliente va intestato al cliente, con un contatto amministrativo del cliente; l'agenzia può comparire come contatto tecnico.

Non intestare all'agenzia i domini dei clienti

È una scorciatoia comoda che diventa un problema alla prima contestazione o al primo cambio di fornitore: per il Registro risponde del dominio chi compare come intestatario, non chi paga la fattura. Intestarlo al cliente fin dal primo giorno tutela entrambi.

Dati obbligatori e dichiarazioni

Il registrar crea nel database del Registro un contatto «intestatario» con questi dati (Linee Guida, par. 3.1.1):

  • nome e cognome; per i soggetti diversi dalle persone fisiche anche la denominazione esatta dell'organizzazione;
  • indirizzo completo di residenza o sede legale: via, città, provincia (sigla di due lettere se in Italia), CAP e codice del paese;
  • nazionalità in codice ISO 3166-1 (IT, DE, FR…); per società ed enti coincide con il paese della sede;
  • telefono in formato internazionale, per esempio +39.0212345678; il fax è facoltativo;
  • indirizzo email;
  • categoria (EntityType) e identificativo fiscale (RegCode), come nella tabella;
  • consenso o diniego alla pubblicazione dei dati personali, dove la scelta è ammessa.

Prima della registrazione l'intestatario accetta un modulo di dichiarazioni che il registrar conserva e deve poter trasmettere per iscritto se il Registro lo chiede. In sintesi l'intestatario dichiara:

  • di avere cittadinanza, residenza o sede in un paese ammesso;
  • di accettare il Regolamento di assegnazione e quello per la risoluzione delle dispute;
  • di avere titolo a usare il nome richiesto e di non ledere diritti di terzi;
  • che i dati inseriti sono veritieri e corrispondono senza ambiguità al soggetto intestatario;
  • di sapere che una dichiarazione falsa porta alla revoca immediata del dominio, senza risarcimenti da parte del Registro;
  • di accettare la giurisdizione e la legge italiana.

Non sono formule di rito. Il Registro può chiedere in qualunque momento documenti che provino i requisiti (Regolamento, art. 6.1), anche su richiesta di terzi. Durante la verifica il dominio è bloccato; se i requisiti non risultano, viene revocato, resta 30 giorni nello stato «revoked» e poi viene cancellato. Il Registro analizza inoltre i dati degli intestatari alla ricerca di anomalie e le segnala ai registrar, che hanno 75 giorni per correggerle, se serve caricando documenti come carta d'identità o atto costitutivo.

Fuori dai paesi ammessi: Stati Uniti e resto del mondo

Una società con sede solo negli Stati Uniti, in Canada, in Australia o in un altro paese non elencato non può essere intestataria di un .it: il sistema del Registro rifiuta il contatto se il paese non è abilitato. Le strade percorribili sono poche:

  • Un soggetto con sede in un paese ammesso. Se il gruppo ha una controllata in Italia, in Irlanda, in Germania o nel Regno Unito, il dominio va intestato a quella. È la soluzione più pulita e regge una verifica documentale.
  • Una persona fisica con i requisiti. Un cittadino italiano che vive a New York può intestarsi un .it con il proprio codice fiscale; uno statunitense residente a Milano può farlo grazie alla residenza. In entrambi i casi il dominio è della persona, non dell'azienda.
  • I servizi di «trustee» o presenza locale offerti da alcuni registrar: un terzo con i requisiti compare come intestatario per tuo conto. Tecnicamente funziona, ma per il Registro l'intestatario è il trustee e il tuo diritto sul nome dipende da un contratto privato. Per un marchio importante è un rischio da pesare, anche perché l'intestatario dichiara che i dati corrispondono al vero titolare.

Se nessuna opzione è adatta, meglio scegliere un'altra estensione che inventare un indirizzo europeo. Con dati non veritieri il dominio può essere revocato, e dal 2022 il Regolamento consente al registrar, dopo una segnalazione del Registro, di cancellarlo quando i dati sono palesemente errati e l'intestatario non è raggiungibile.

Privacy: cosa compare nel WHOIS

Il WHOIS pubblico del Registro (whois.nic.it sulla porta 43 e la ricerca web su nic.it) mostra dati diversi a seconda del consenso alla pubblicazione (Linee Guida, Appendice M):

  • Persone fisiche, imprese individuali e liberi professionisti possono scegliere. Se negano il consenso, il WHOIS non mostra i loro dati personali; restano visibili stato, date, registrar e nameserver del dominio.
  • Società, enti e soggetti stranieri diversi dalle persone fisiche devono dare il consenso. Denominazione e indirizzo della sede sono pubblici, e la ricerca via web mostra anche nazionalità, telefono ed email.

Per un'azienda conviene quindi un'email di ruolo, per esempio domini@azienda.it, invece della casella personale di un dipendente. I dati sono trattati secondo il GDPR: titolare è il CNR, mentre il registrar agisce come responsabile del trattamento. Chi ha un interesse legittimo, per esempio per presentare un'opposizione, può chiedere al Registro anche i dati non pubblicati.

Tempi: registrazione, attivazione e rinnovo

La registrazione avviene in tempo reale tramite il protocollo EPP e segue il principio «first come, first served»: conta il momento in cui una richiesta corretta entra nel database del Registro. I nomi non si possono prenotare.

  • Appena registrato, il dominio resta nello stato «inactive/dnsHold» finché il Registro non convalida i nameserver: almeno due, autoritativi e uguali a quelli dichiarati. Il controllo parte subito, si ripete ogni 30 minuti per i primi 30 giorni e poi una volta al giorno. Con i DNS già pronti il dominio può attivarsi al primo controllo; se i nameserver non rispondono resta inattivo.
  • Il Registro invia all'intestatario un'email con il riepilogo dei dati registrati: controllala subito e fai correggere eventuali errori.
  • Il dominio dura un anno e si rinnova d'ufficio alla scadenza, salvo cancellazione o trasferimento; dopo la scadenza ci sono 15 giorni di «autoRenewPeriod».
  • Il registrar deve comunicarti il codice AuthInfo, indispensabile per cambiare registrar o intestatario.

Checklist prima di registrare un .it

  1. Verifica i requisiti: cittadinanza o residenza (persone fisiche maggiorenni) oppure sede (organizzazioni) in UE, SEE, Svizzera, San Marino, Vaticano o Regno Unito.
  2. Scegli l'intestatario giusto: il cliente finale, non l'agenzia né il dipendente che fa l'ordine.
  3. Prepara l'identificativo corretto: codice fiscale per le persone fisiche, partita IVA o codice fiscale numerico per le organizzazioni italiane, identificativo fiscale nel formato del paese per quelle estere.
  4. Usa un indirizzo reale e completo e un telefono nel formato +39.numero.
  5. Indica un contatto amministrativo dell'intestatario e un'email di ruolo che sopravviva ai cambi di personale.
  6. Se sei una persona fisica, un'impresa individuale o un professionista, decidi se pubblicare i tuoi dati nel WHOIS.
  7. Controlla il nome: da 3 a 63 caratteri, lettere, cifre e trattino, mai all'inizio o alla fine; i nomi di regioni, province e comuni italiani sono riservati o non assegnabili.
  8. Configura prima almeno due nameserver funzionanti se vuoi il dominio attivo subito.
  9. Conserva il codice AuthInfo e l'email di conferma del Registro.

Se gestisci molti .it per conto dei clienti e preferisci delegare registrazioni, DNS e rinnovi, possiamo occuparcene noi di lubemy, sempre con ogni dominio intestato al cliente.

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